Presenze e gol nella Juve: 344(0)
Presenze e gol in Nazionale: 102(0)
Mondiali da juventino: 2002, 2006, 2010
Palmares con la Juve: 4 Scudetti (2002, 2003, 2006, 2007), 2 Supercoppe Italiane (2002, 2003)
Palmares con la Nazionale: Oro Mondiali 2006
Portiere, 192cm per 83kg, soprannominato “Gigi”, “Superman”. Nasce a Carrara il 28 gennaio 1978, in una famiglia di sportivi: la madre è stata campionessa di lanci (peso e disco), il padre di getto del peso, le sorelle Guendalina e Veronica pallavoliste, uno zio cestista in A1, ed un altro (anche se alla lontana), Lorenzo, addirittura portiere in Serie A (con Milan, Genoa, Inter e Nazionale). In un ambiente così è facile prevedere per lui una carriera in qualche sport. Da piccolo si appassiona al calcio, tifando Genoa, e si iscrive alla scuola calcio del Canaletto (a La Spezia). Poi gioca nel Perticata (a Carrara), come centrocampista, e si diverte a segnare. A dodici anni va al Bonascola, dove poco tempo più tardi si ritrova tra i pali per l’infortunio dei due portieri. In poche settimane Buffon dimostra di saper parare tutto, e capisce di aver trovato il suo vero ruolo, quello del camerunense Thomas N’Kono (che tanto lo ha esaltato ai Mondiali 1990). I settori giovanili delle squadre di A (tra cui Milan e Bologna) si fanno avanti, ma alla fine è il Parma a spuntarla. I ducali gli propongono un provino quando l’accordo col Milan sembra ormai definito. Buffon si presenta a Parma, e viene promosso in squadra senza esitazioni, con i suoi genitori soddisfatti perché Parma è più vicina a casa.
Con i gialloblu il giovanissimo Gigi si mette in mostra come una meravigliosa quanto precoce promessa, e viene convocato per tutte le nazionali giovanili, giocando l’Europeo Under 15 nel 1993 in Turchia, e quello Under 19 nel 1995 (in cui arriva in finale). Ormai si allena stabilmente con la prima squadra, in cui il titolare è Luca Bucci. Nell’autunno 1995 Buffon fa il suo esordio ufficiale in Coppa UEFA, schierato dal mister Nevio Scala. Poco tempo dopo arriva l’esordio in Serie A: il 19 novembre 1995, Bucci è costretto ad uscire, e a difendere la porta dagli attacchi del Milan di Weah è il 17enne Buffon. La porta del Parma rimane inviolata, ed il calcio italiano ha scoperto un piccolo fenomeno. Nell’estate del 1996 si laurea Campione d’Europa con l’Under 21, come secondo portiere, e partecipa alla spedizione Olimpica ad Atlanta.
Nel 1996-1997, con Carlo Ancelotti in panchina, il 18enne Buffon è ormai titolare fisso, così come nell’Under 21. Con gli azzurrini, nella partita giocata in Inghilterra il giorno prima del successo a Wembley targato Zola, commette un errore da portiere dilettante, cercando di recuperare una palla che sta finendo in corner ma finendo per regalarla al centravanti avversario. Le critiche in Italia si sprecano, e la media dei voti sui quotidiani è 3,5. Il 18enne Gigi riesce ad assorbire il colpo, e pochi mesi dopo si merita la convocazione nella Nazionale di Maldini, per lo spareggio contro la Russia. In mezzo alla neve, Pagliuca si fa male, ed entra Buffon: ancora una volta il giovane portiere para quasi tutto, e la partita finisce 1-1. Questa volta per lui sono solo elogi. Poche settimane dopo, in Parma-Inter para un rigore a Ronaldo, e mostra la maglietta di Superman sotto quella di gioco, esaltando i propri tifosi, che da tempo lo amano anche per il suo spirito da ultras (scatenerà molte polemiche per un “boia chi molla” scritto sulla maglia in un momento difficile per il Parma).
La stagione 1998-1999, con Malesani in panchina, è forse la più bella della sua carriera. Diventa titolare in Nazionale, e a fine stagione riesce ad alzare la Coppa UEFA (vinta contro il Marsiglia) e la Coppa Italia (contro la Fiorentina). A 21 anni è già uno dei portieri più forti del mondo, grazie anche all’intesa con i compagni di reparto, Fabio Cannavaro e Lilian Thuram, con cui forma un trio imperforabile. Nell’estate del 2000 ci sono gli Europei in Belgio ed Olanda. Buffon si infortuna ad una mano pochi giorni prima della partenza, ed è costretto a rinunciare alla prima grande manifestazione con la Nazionale (in cui Toldo riuscirà comunque a non farlo rimpiangere).
Nell’estate del 2001, in cui il mercato è ormai drogato dai soldi delle televisioni, si scatenano gli interessi su di lui. La Juventus della Triade dà luogo al mercato più scoppiettante della sua permanenza in bianconero. Vengono venduti Zidane al Real Madrid (per 150 miliardi) e Inzaghi al Milan (per 40 miliardi più Cristiano Zenoni). Arrivano Salas (25 miliardi e Kovacevic), Nedved (70 miliardi), Thuram (70 miliardi) e Buffon (75 miliardi più Bachini). Non è mai stata pagata una cifra tale per un portiere, valutato addirittura i due terzi del giocatore più forte del mondo… Ma sarà per la Juve un investimento ben ripagato. La prima stagione di Buffon in bianconero è difficile, ed arrivano un paio di errori contro Chievo e Roma. Alcuni tifosi si interrogano sulla bontà del suo acquisto, ma col passare del tempo tutti i dubbi vengono fugati. Il 5 maggio poi arriva un insperato Scudetto, il primo per Gigi. In estate ci sono i mondiali in Giappone e Corea, e questa volta Buffon “è della partita”. Nell’ottavo di finale contro la Corea del Sud diventa il primo portiere della storia della Nazionale a parare un rigore nei tempi regolamentari. L’Italia però non riesce a superare gli asiatici, complice anche l’arbitro Moreno.
L’anno dopo è quello della definitiva consacrazione come miglior portiere del mondo. Sia in Campionato che in Champions League è decisivo per le sorti bianconere. Nel 3-1 della semifinale al Real Madrid, sul 2-0 para un rigore al pallone d’oro Figo, facendo esplodere il Delle Alpi tutto esaurito. Nella finale di Manchester è eroico: dopo pochi minuti salva su Inzaghi un pallone che qualunque altro portiere avrebbe raccolto dalla rete. La squadra però non entusiasma, priva di Nedved, e si va ai rigori. Qui Buffon si esalta, parando i rigori di Seedorf e Kaladze (il primo davvero impossibile per chiunque altro). Ma Trezeguet, Montero e Zalayeta tirano malissimo, e Dida respinge facilmente (avanzando un po’ troppo). Buffon è un portiere dotato di riflessi fulminei, attento e preciso tra i pali, puntuale e sicuro nelle uscite, sia aeree che a terra. Grazie alla sua abilità coi piedi, non poche volte riesce a dribblare gli attaccanti avversari che gli vanno incontro in area piccola, terrorizzando un po’ i propri tifosi. L’unica sua pecca (caratteristica anche del grande Zoff) è una qualche difficoltà nel parare i tiri dalla lunga distanza: negli anni, qualche carneade riuscirà a batterlo con qualche “tiro della domenica”.
La stagione 2003-2004 non è fortunata: dopo un buon inizio, la Juve si scioglie, e non va oltre il terzo posto, con Lippi che saluta. Negli Europei in Portogallo, con ancora Trapattoni in Panchina, Buffon è ovviamente titolare. La squadra rimane imbattuta, ma a 5 punti ci sono anche Danimarca e Svezia, che col 2-2 della partita finale eliminano gli azzurri.
Nell’estate 2004 a guidare il ritiro bianconero è il nuovo allenatore Fabio Capello. Buffon è uno degli uomini chiave della squadra. Nonostante qualche indecisione nel corso della stagione, la Juve conquista lo Scudetto, mentre in Champions si fa eliminare dall’Arsenal.
L’anno dopo, Buffon si fa male ad una spalla, per un intervento di Kakà nel trofeo Berlusconi. Il presidente del Milan concede allora Abbiati in prestito gratuito per sdebitarsi. Il sostituto di Gigi non lo fa rimpiangere, commettendo fino a gennaio un solo errore contro il Bayern Monaco. Nel 2006 Gigi torna tra i pali, e guida la Juve alla cavalcata che porta al record di 91 punti, con un nuovo Scudetto. In Champions altra delusione, con l’eliminazione ad opera dell’Arsenal. Si parla di una sua cessione al Milan per Abbiati e 30 milioni, ma poi arriva calciopoli e non se ne fa più nulla.
Arrivano i Mondiali in Germania, e qualcuno insinua che Buffon non dovrebbe parteciparvi, per una storia allora poco chiara di scommesse sportive. In quel momento sparare sulla Juve è lo sport preferito da molti giornalisti e tifosi, e c’è chi vorrebbe mandare via anche Lippi e Cannavaro. Fortunatamente la spedizione azzurra non è compromessa, e Buffon si dimostra di nuovo il migliore numero uno del pianeta, entrando di diritto nell’Olimpo del calcio di sempre. Grazie ai suoi compagni ed alle sue parate, Buffon subisce solo due gol in 7 partite, di cui nessuno su azione: solo un autogol di Zaccardo ed il rigore di Zidane in finale riescono a vederlo battuto. Nelle altre partite, un campionario di autentici miracoli. Gigi segue le orme di Combi e Zoff, altri portieri bianconeri diventati Campioni del Mondo. Nella concitata estate del 2006, Buffon decide di rimanere in bianconero, nonostante all’inizio il DS Secco cerchi di piazzarlo per fare cassa. La sua volontà è quella di rimanere alla Juve, e la società lo ringrazia poi con una pagina sui quotidiani nazionali. La stagione in B con Deschamps lo vede giocare 37 partite con 21 gol subiti (e con l’Albinoleffe per la prima volta in carriera viene espulso), e la Juve torna nella Serie che le compete.
Al ritorno in A, con Ranieri in panchina, Gigi gioca 34 partite, e contribuisce al terzo posto finale, anche se inizia a soffrire di mal di schiena, per un ernia del disco. Con al Nazionale di Donadoni partecipa agli Europei in Austria e Svizzera, esordendo come capitano (Cannavaro è assente). Con la Romania para un rigore a Mutu, ed è decisivo per il passaggio del turno. L’Italia poi però viene eliminata ai rigori dalla Spagna, poi campione.
Di nuovo problemi nell’avvio della stagione 2008-2009, quando riporta lo stiramento dell’adduttore della coscia destra contro il Cagliari. Giocando la partita successiva il problema si accentua ed è costretto a restare fuori fino a gennaio 2009. Ritorna poi il 14 gennaio nella partita di Coppa Italia contro il Catania, e gioca fino a fine stagione.
Nella primavera 2009 arriva Ferrara, che poi inizierà anche la stagione successiva. Nel mese di dicembre 2009 si sottopone ad un intervento al menisco del ginocchio sinistro, e torna in campo nella sconfitta per 1-0 in trasferta a Verona contro il Chievo del 17 gennaio 2010. Il 23 gennaio, in Juventus-Roma, viene espulso per la seconda volta in carriera, la prima in massima serie. Chiude la stagione con 27 presenze e 31 reti subite in campionato, una media non certo esaltante, complice la più brutta stagione della storia bianconera da 38 anni a questa parte.
Partecipa al Mondiale 2010 in Sudafrica, ma gioca solo 45 minuti. Il 4 luglio si è sottoposto a intervento di erniectomia per ernia discale–lombare: l’operazione, durata circa un’ora, è perfettamente riuscita, e Buffon potrà tornare a difendere la porta bianconera a novembre.
Giuseppe Dedonato

